Sciolgo gr 320 di zucchero in mezzo bicchiere di latte bollente nel quale ho aperto un baccello di vaniglia, verso nella planetaria 8 tuorli d’uovo che monto con il latte zuccherato fino a quando diventano ben spumosi, poi metto il tutto in frigorifero.

Sempre nella planetaria monto 1 l di panna e a 3/4 dell’operazione aggiungo dolcemente i tuorli ben freddi con il battitore sempre in funzione, a operazione ultimata verso la crema ottenuta in un contenitore rettangolare o in più contenitori monodose e metto in freezer.

Servito con frutta cotta al caramello è delizioso!

Fu a Taha che vidi per la prima volta una coltura di vaniglia, ospite da un caro amico di Christian che sull’isola aveva un molo d’attracco per le barche, un piccolo ristoro e qualche bungalows in mezzo ai fiori del suo giardino. Parlando con Lola, sua moglie e gran cuoca, venne fuori che Taha era una delle isole dove la coltivazione della vaniglia dava lavoro e denaro a molti, fui subito interessata a saperne di piu’ così il giorno dopo ci avviammo a piedi per un delizioso sentiero che dopo un’ora circa ci portò nel paradiso terrestre, in un giardino di alberi che loro chiamano Orchides tutti fioriti di un rosa pallido, la vaniglia, che è un’orchidea rampicante, formava quasi un cielo verde, nel silenzio sentivamo lo sbattere delle ali dei colibrì e il rumore dei nostri passi quasi guastava questa perfezione.

Francois, il coltivatore, ci spiegò che la fecondazione della vaniglia viene fatta a mano quando i fiori hanno raggiunto la giusta maturazione, dopo la raccolta, i baccelli vengono lavorati, rigorosamente a mano per dar modo all’aroma di svilupparsi, tutto questo avviene nella “fattoria” ai bordi della piantagione dalla quale più in là, lontano, si scorge il grande Pacifico che fa di noi piccoli uomini nell’immensità della sua natura.

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