Ho passato le estati della mia infanzia e giovinezza in Versilia e mi porto ancora nel cuore bellissimi ricordi di grande libertà e spensieratezza ai quali si legano inevitabilmente le grandi esperienze culinarie, almeno per me lo erano,  delle feste d’estate, dei tavoli preparati in giardino o sul mare al tramonto, quando il sole sparisce nell’immensità tra cielo e acqua con la promessa di ritornare dopo il grande sonno ristoratore che a noi bambini sembrava troppo lungo, come dire che non bisogna perdere tempo, che l’estate è breve e bisogna goderla, assaporarla a fondo per ricordarla poi nelle lunghe giornate grige, così un po’ come la vita nei suoi momenti migliori.

In casa c’era sempre un sacco di gente, ma i ricordi legati al cibo sono quelli di mia madre, mia nonna, della nostra cara e indispensabile Adelaide e di qualche donna del posto  che aiutava quando si superava la soglia della disponibilità di mia madre ad accogliere parenti e amici in quantità industriale! Tra i piatti della tradizione toscana e precisamente lucchese, ricordo la Garmugia che si faceva al tempo delle fave, dei piselli e degli asparagi con gli ultimi carciofi violetti che stavano negli orti dell’entroterra.

Questa è la ricetta che ho trovato sfogliando i quaderni di mia madre, basta per 4/6 persone e bisogna provarla perchè è veramente buona!

Sgrano 1 kg di fave e 1 kg di piselli, pulisco 6 carciofi affettandoli sottilmente, mettendoli poi in acqua e limone perchè non si anneriscano, pulisco 1 mazzo di asparagi verdi dividendo le punte dal resto che taglierò in rondelle, affetto sottilmente 3 cipollotti novelli.

In una casseruola appassisco la cipolla in olio d’oliva e vi soffriggo 500 gr di carne di manzo a dadini o trita, aggiungo via via tutte le verdure dalla più dura alla più tenera, lascio insaporire, aggiusto di sale e pepe e aggiungo 1 mestolo di acqua calda o meglio brodo leggero. Porto il tutto a cottura facendo attenzione che non si asciughi troppo, il risultato deve essere quasi una zuppa.

Nel frattempo preparo qualche bruschetta con pane casereccio abbrustolito, aglio, olio d’oliva, sale e pepe a gusto.

A cottura ultimata servo la Garmugia in piatti fondi contornata dalle bruschette.

Un soffritto di pancetta, se piace, aggiunto all’ultimo momento, ben scolato dall’unto di cottura, rende la pietanza ancora più saporita

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