Quando piove ai tropici è sempre un po’ una festa, l’acqua, dopo la stagione secca, è un bene inestimabile, la natura si disseta e rifiorisce, così di giorno in giorno, spesso di ora in ora, si vede crescere il verde e sbocciare i fiori, l’aria profuma, gli animali sono felici così come le persone che possono guardare al futuro senza troppi timori.

Ed è proprio una piccola “onde tropicale” che mi ha accolto al porto di Grand Bourg.

Da molto desideravo ritornare sulla Galette, così chiamano l’isola di Marie Galante per la sua forma rotondeggiante, da molto sognavo la dolcezza dei tramonti, la forza dei venti e delle onde sulla barriera, la pace nelle campagne all’interno dell’isola e le persone, gli amici lasciati così brutalmente, per un’altrettanto brutale avvenimento nella mia vita. Sentivo di non voler permettere al tempo di posarsi sulle mie esperienze in questo posto lontano, sbiadendone i ricordi, allentandone i legami costruiti difficilmente in un luogo tanto difficile anche se tanto bello.

Tre anni sono passati e tanti avvenimenti si sono succeduti, non sempre felici, penso alla dipartita dei miei genitori. Penso all’amico Pascal che ci ha lasciato troppo presto, alla sua dolce Tina e a quel suo bellissimo figliolo che mai ha conosciuto. Penso alla mia vita, alla famiglia, agli affetti, a questi ultimi anni di grandi cambiamenti che mi hanno regalato una nuova presa di coscienza, ancora un pezzo di vita che si svela e insegna che mai abbiamo finito d’imparare.

Poi i nodi si sciolgono, la vita riprende a scorrere, la bellezza della natura mi travolge dandomi vigore, il ritmo dell’isola ritorna, un battito che batte all’unisono con il mio, ecco sono arrivata, sono ancora qui.

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