Ho trovato un mazzo d’aglio fresco con un buonissimo profumo e ho deciso di preparare questo piatto gustoso e leggero per questa sera.

Faccio dunque sbollentare 1 kg di spinaci in poca acqua leggermente salata, li lascio scolare qualche minuto e  finisco di cuocerli in padella con poco burro e 2 agli freschi tagliati a fettine sottilissime, aggiungendo poco pepe e una grattatina di noce moscata. Copro la padella e la lascio sull’angolo del fornello perchè rimanga al caldo.

Lavo 2 tazze di riso basmati con acqua calda e lo metto a cuocere in 2 tazze abbondanti di acqua che ho messo a bollire con 1 cucchiaino di carvi e poco sale, coperto per 10 min., a cottura ultimata aggiungo 1 noce di burro e 1 pugno di uvetta ammollata in acqua e ben strizzata. Copro il riso e lo mantengo al caldo.

Preparo in una larga padella 4 uova di quaglia al burro condendole con poco sale e pepe a gusto, a fine cottura le taglio in forma rotonda con un’ anello.

Poso in 4 piatti piani 4 anelli e li riempio a metà con il riso pigiando bene, poi con gli spinaci pigiando bene e uniformemente anche loro, levo quindi gli anelli ed appoggio sopra il piccolo uovo di quaglia e mando in tavola.

Qualche punta d’ asparago lessata e condita con poco burro messa à coté può essere un “di più” gradevolissimo! Le dosi sono per 4 persone.

Con le ultime sanguinelle che arrivano da Ragusa, ho fatto a Christian un’insalata dal gusto un po’ esotico che ricorda il sapore dei dolci mediorientali per l’uso della cannella.

Ho pelato a vivo 4 belle arance e le ho tagliate in fette abbastanza sottili, disposte su un piatto da portata le ho spruzzate con acqua di fiori d’arancio e poi condite con poco zucchero di canna, 1 cucchiaio di cannella e qualche mandorla sfilettata.

Servite con qualche “friandises” possono essere un dessert leggero ed elegante dopo una buona cena.

Calcolo 2 uova per persona e le faccio rassodare.

Nel frattempo preparo la salsa, che deve essere abbondante poichè sarà anche il condimento dell’insalata di contorno. Trito 1 mazzetto di prezzemolo con qualche rametto di coriandolo fresco, sbuccio 1 spicchio d’aglio e lo schiaccio con la lama del coltello, in un piatto da portata abbastanza alto metto una citronette fatta con olio extravergine, sale, pepe e limone a gusto, se piace il piccante posso aggiungere 1 peperoncino spezzettato, il prezzemolo e il coriandolo, l’aglio schiacciato e 2 cucchiai abbondanti di yogourt. Monto bene la salsa e la finisco con qualche filetto d’acciuga sott’olio e le uova tagliate a metà e messe con il tuorlo verso il basso. Copro con la pellicola e lascio insaporire per qualche ora prima di servire con 1 piccola lattuga, qualche fetta di pomodoro e di cipolla, un cetriolo senza buccia e semi, tagliato a cubetti, tutto ben mescolato a qualche foglia di menta fresca. La ricetta è per 4 persone e mi raccomando di levare l’aglio schiacciato!

 

Ho passato le estati della mia infanzia e giovinezza in Versilia e mi porto ancora nel cuore bellissimi ricordi di grande libertà e spensieratezza ai quali si legano inevitabilmente le grandi esperienze culinarie, almeno per me lo erano,  delle feste d’estate, dei tavoli preparati in giardino o sul mare al tramonto, quando il sole sparisce nell’immensità tra cielo e acqua con la promessa di ritornare dopo il grande sonno ristoratore che a noi bambini sembrava troppo lungo, come dire che non bisogna perdere tempo, che l’estate è breve e bisogna goderla, assaporarla a fondo per ricordarla poi nelle lunghe giornate grige, così un po’ come la vita nei suoi momenti migliori.

In casa c’era sempre un sacco di gente, ma i ricordi legati al cibo sono quelli di mia madre, mia nonna, della nostra cara e indispensabile Adelaide e di qualche donna del posto  che aiutava quando si superava la soglia della disponibilità di mia madre ad accogliere parenti e amici in quantità industriale! Tra i piatti della tradizione toscana e precisamente lucchese, ricordo la Garmugia che si faceva al tempo delle fave, dei piselli e degli asparagi con gli ultimi carciofi violetti che stavano negli orti dell’entroterra.

Questa è la ricetta che ho trovato sfogliando i quaderni di mia madre, basta per 4/6 persone e bisogna provarla perchè è veramente buona!

Sgrano 1 kg di fave e 1 kg di piselli, pulisco 6 carciofi affettandoli sottilmente, mettendoli poi in acqua e limone perchè non si anneriscano, pulisco 1 mazzo di asparagi verdi dividendo le punte dal resto che taglierò in rondelle, affetto sottilmente 3 cipollotti novelli.

In una casseruola appassisco la cipolla in olio d’oliva e vi soffriggo 500 gr di carne di manzo a dadini o trita, aggiungo via via tutte le verdure dalla più dura alla più tenera, lascio insaporire, aggiusto di sale e pepe e aggiungo 1 mestolo di acqua calda o meglio brodo leggero. Porto il tutto a cottura facendo attenzione che non si asciughi troppo, il risultato deve essere quasi una zuppa.

Nel frattempo preparo qualche bruschetta con pane casereccio abbrustolito, aglio, olio d’oliva, sale e pepe a gusto.

A cottura ultimata servo la Garmugia in piatti fondi contornata dalle bruschette.

Un soffritto di pancetta, se piace, aggiunto all’ultimo momento, ben scolato dall’unto di cottura, rende la pietanza ancora più saporita

Ribloggato da Italia, io ci sono.:

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Dopo aver parlato della Cipolla Rossa di Tropea e del Culatello di Zibello, eccoci di nuovo a parlare di gastronomia, con un formaggio DOC d'eccezione: il Fiore Sardo. Il nome non deriva da un curioso ingrediente aggiunto alla pasta, bensì per la forme di legno (le cosiddette pischeddas) su cui è intagliato un fiore, in modo da lasciare sul formaggio il marchio inconfondibile.

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Grande formaggio della tradizione sarda, ancora di ottima qualità, sapore e autenticità.

E’ Christian che mi fece, tanti anni fa, assaggiare questa deliziosa crema dicendomi che in Africa fa spesso parte delle entrées, servita con il pane, ma anche con piccole polpette di carne. Così da anni utilizzo questa ricetta negli aperitivi o d’estate negli antipasti di verdure, saporita e leggera ha sempe successo, accompagnata da piccole polpette e riso o cous cous può anche essere un secondo piatto.

Prendo dunque 2 grosse melanzane, le stecco con 2 spicchi d’aglio girati nel sale, le avvolgo in carta d’argento e le metto in forno caldo a 220°, dopo 30 min. ca controllo che siano morbide, se non lo sono continuo la cottura per altri 10 min., le tolgo dal forno e le metto, spacchettate, a scolare dentro un colino. Quando sono tiepide le metto nel mixer aggiungendo 1 cucchiaino di cumino, peperoncino piccante a gusto e un paio di cucchiai d’olio d’oliva. Ottenuta la crema aggiusto di sale e aggiungo se necessario altro cumino. Servo in una ciotola contornato da foglie d’insalata e crostini di pane.

DSC01238Un piatto unico che mi ricorda l’infanzia, le vacanze e mia madre, ottima cuoca piena di fantasia. Per questa ricetta devo procurami 4 trance di pesce fresco a carne soda, oggi ho trovato una bella coda di rospo, così mangeremo con Maria e Beppe che hanno accettato con gioia il mio invito.

Faccio dunque rosolare nel wok 3 spicchi d’aglio schiacciati con 3 cucchiai d’olio d’oliva, aggiungo 400 gr di pomodori pelati a pezzetti e 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro sciolto in 1 tazza d’acqua calda, sale e peperoncino a gusto, copro e lascio cuocere a fuoco dolce 10 min.

Nel frattempo lavo e taglio a pezzi un peperone verde o rosso, di quelli lunghi e sottili, ma non piccanti e molto saporiti e l’aggiungo alla salsa insieme alle trance di pesce continuando la cottura a fuoco dolce e coperto. Dopo altri 10 min. levo delicatamente il pesce dal wok, allungo la salsa con 1 tazza d’acqua calda e a bollore calo  gr 320 di pasta corta mista, che si trova facilmente nei supermercati, portandola a cottura sempre coperta, ricordando di mescolare spesso per non farla attaccare al fondo. A cottura ultimata aggiungo il pesce, aggiusto di sale e spolvero con un trito di basilico, coriandolo o prezzemolo.

Deliziosa e semplice come la mia giovinezza e le lunghe vacanze al mare.

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